Agave e Aloe

L’Agave e l’Aloe sono entrate ormai a far parte della macchia mediterranea e dei nostri giardini. Apparentemente dall’aspetto molto simile, le due piante hanno invece origini e utilizzi molto diversi.

L’Agave, originaria dell’America centrale e meridionale, conta numerose specie diverse. Si tratta di una pianta succulenta con foglie carnose e rigide, dalla forma triangolare, coriacee e acuminate. Il suo colore varia dal verde chiaro al grigio fino al bluastro ma vi sono anche specie con striature chiare. Come l’Aloe, l’Agave ha uno sviluppo a rosetta. Essa forma colonie dove le piante più anziane lasciano il posto a piantine più giovani. La pianta fiorisce una volta sola quando raggiunge un’anzianità tra i 20 e i 30 anni: i fiori, di colore bianco, crescono su un fusto che può raggiungere anche i 4 metri di altezza, hanno una forma a campana e di riuniscono in grappoli. Dopo la fioritura l’agave muore.

L’agave è in genere coltivata per il fogliame molto filamentoso da cui si ricava una fibra tessile, il sisal. Se distillata invece si produce la tequila o il mezqal.

L’Aloe , anch’essa una pianta succulenta con foglie carnose e ripiene di una sostanza gelatinosa trasparente, è originaria dell’Africa e dell’Asia. Le foglie, di colore verde, presentano piccoli aghi che ne seghettano il contorno. Poiché non sopravvivono a temperature rigide, nelle zone con clima freddo è consigliabile piantumarle in vaso in modo da custodirle in un ambiente riparato. La fioritura avviene ogni anno: i fiori, gialli o rossi, si riuniscono in grandi spighe.

Come l’agave, l’Aloe è utilizzata come pianta ornamentale. Tuttavia quest’ultima è coltivata anche e soprattutto per estrarre il prezioso contenuto delle foglie da cui si ricavano il succo e il gel.

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