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L'Aloe presso gli antichi

L'Aloe presso gli antichi

In ogni continente, ad ogni latitudine la pianta dell'aloe è stata riconosciuta ed impiegata per le sue proprietà fitoterapiche: le testimonianze del suo utilizzo affondano le radici nella civiltà Sumera, come testimoniato dalle iscrizioni su alcune tavole di argilla del 1750 a.C. , dove ne vengono decantati gli usi nella medicina popolare. Lo stesso dicasi per la civiltà Egizia, tra le cui rovine emergono ancora oggi preziosi documenti che attestano come questa pianta venisse impiegata nei riti religiosi ed in alcune pratiche magiche, ma evidenziano anche come i medici delle varie dinastie ne conoscessero gli effetti benefici, arrivando ad impiegarla anche nella preparazione di prodotti cosmetici.

Nel corso dei secoli  si sono tramandate le conoscenze sulle proprietà di questa pianta, che ha trovato e trova tuttora felice impiego nella cura di infiammazioni cutanee, di scottature, di piaghe, nell'agevolare i processi digestivi e di fornire una valida protezione al fegato grazie al suo poter antinfiammatorio. Note da tempo sono dunque le proprietà antisettiche, ricostituenti e disintossicanti della pianta, che trovano sempre maggiore diffusione anche nella cura di gravi malattie derivanti da deficienze immunitarie. Le testimonianze storiche e i racconti dei primi viaggiatori che si confrontarono con questo portentoso rimedio naturale (l'aloe infatti predilige i climi secchi e caldi) la identificano come "Pianta del Miracolo" , "Guaritore Naturale" e anche "Fontana della Giovinezza".

Tra le oltre 200 varietà di Aloe la conoscenza e l'esperienza di antichi popoli ha portato ad individuare nell'Aloe Barbadensis Miller, la pianta a noi nota come Aloe Vera, e nell'Aloe Arborescens, altrettanto pregiata ma più resistente alla coltivazione in climi temperati, i cultivar che offrono all'uomo e anche agli animali i maggiori benefici. Grazie alla stabilizzazione a freddo è oggi possibile ricavare il prezioso gel all'interno delle foglie della pianta senza che questo vada incontro ad una rapida ossidazione, che porterebbe inevitabilmente ad una perdita di quellepreziose proprietà e caratteristiche fitoterapiche.

Fonte: http://utenti.lycos.it/aloevera/aloenotizie.htm